Lo scorso mese, nell’ambito del Maertzmusik Festival, in coda a una giornata di proiezioni di filmati, workshop e altri progetti, a Mark Fell è stata affidata la chiusura. Giusto prima si era esibito accanto a Terre Thaemlitz e all’ensemble Zeitkratzer all’interno del progetto elettroacustico Deproduction; poi quando i neon in sala si sono accesi e i tendaggi neri del Berliner Festspiele sono stati tutti sollevati, quasi ad invitare la gente a uscire, è partito il live di Multistability, legato all’omonimo album pubblicato da Raster-Noton nel 2010. La performance è stata surreale: mentre i tecnici stavano smontando strumenti, microfoni, cavi, ciabatte, scranni, leggii e quant’altro, lui è partito con un cascata di sfarfallii secchi e cristallini dove ogni ripetitività e logica ritmica è andata letteralmente a farsi benedire. Il suono uscito dalle casse era ultra-levigato e digitale, quasi fosse distillato da una catena di computer che stesse elaborando bitcoin.

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